12/02/2010 ARANCE CONTRO L’OBESITA’

sanguinelloLA SCOPERTA PRESENTATA AL MINISTERO DELLA SALUTE
Arance rosse contro l’obesità
«Le venderemo a lady Obama»

 

ROMA. Ricche di vitamine C, potenti antiossidanti, gustose come poche altre. E fin qui, nulla di nuovo sulla qualità delle arance rosse di Sicilia Igp. Ma che avessero addirittura efficacissime proprietà per contrastare l’obesità è, questa sì, una novità, certificata da uno studio scientifico svolto in collaborazione tra il Centro di ricerca per l’agrumicoltura di Acireale (Cra) e l’Istituto europeo di oncologia (Ieo). La scoperta, definita «eclatante » dal dott. Paolo Rapisarda (Cra) e dalla dott. Lucilla Titta (Ieo) che l’hanno validata, è stata pubblicata in un’importante rivista scientifica internazionale.
Ma il prof. Giorgio Calabrese, nutrizionista noto al grande pubblico televisivo, ha intenzione di divulgarla anche alla Casa Bianca, dove la first lady, Michelle Obama, ha avviato una campagna contro l’obesità. E c’è da scommettere che se negli Usa vorranno avvalersi di questo «vulcano di salute» che è l’arancia rossa, dovranno per forza importarlo dalla Sicilia. Anzi, dalla zona produttiva compresa tra Catania e Siracusa, per l’esattezza, perché la qualità Igp è solo lì che sviluppa le sue proprietà migliori, grazie al terreno dell’Etna e al microclima.
«Lo stesso albero, se viene trapiantato altrove, non dà i frutti rossi », assicura Giuseppe Palumbo, il presidente della commissione Affari sociali della Camera, che per il quarto anno consecutivo ha organizzato l’iniziativa “Arance rosse di Sicilia Igp in Parlamento”.

Il succo di queste arance, è stato la base dell’esperimento svolto su ratti ipernutriti: somministrato al posto dell’acqua ha provocato una significativa riduzione del peso e della
produzione di trigliceridi. Il merito, spiega la dott. Titta, è soprattutto delle antocianine (le arance rosse ne sono molto ricche) la cui biodisponibilità è tipica solo della qualità Igp: «Tutte le sostanze di cui è composta lavorano in sinergia, le antocianine scomposte non funzionano ».

Solo questo tipo di arancia, insomma, garantisce il risultato. Il marchio è gestito dal Consorzio di
tutela della qualità, presieduto dal prof. Alessandro Scuderi, che promuove
l prodotto tipico tra mille difficoltà. «Nel 2004 c’erano tre iscritti, ora siamo oltre duemila ma rappresentiamo il 10% della produzione », afferma, lamentando «l’individualismo siciliano» che dovrebbe essere superato per garantire una distribuzione non solo più capillare in Italia ma anche all’estero.

La speranza è che la scoperta scientifica possa dare un impulso ad unire le forze e creare «una campagna forte», anche per la tutela sociale del territorio. Altrimenti, osserva Scuderi, «il Consorzio da solo non può farcela».
“La sicilia” 11 febbraio 2010. Art. di Gabriella Bellucci

Il corpo umano per raggiungere il fabbisogno  giornaliero necessiterebbe di 2-3 arance al giorno, dunque soli tre agrumi potrebbero combattere il grasso in eccesso e naturalmente regalare tutte le altre benefiche proprietà e caratteristiche del frutto.